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giovedì 25 giugno 2020

Eoraptor lunensis, il primo dinosauro

Salve ragazzi, ancora una volta non mi sonno fatto sentire per molto tempo e mi dispiace di non essermi fatto sentire per molto tempo, ma purtroppo dovevo prepararmi per l'esame e non ho potuto scrivere. In ogni caso, oggi ritorniamo a parlare di Saurischi, e quello di oggi è un dinosauro molto particolare, l'Eoraptor lunensis. Esso è un dinosauro molto piccolo, lungo circa un metro e dal peso di circa 10 kg, che viveva in Argentina nel Triassico superiore, circa 225 milioni di anni fa. Di lui abbiamo qualche scheletro più o meno completo, tra cui un cranio molto ben conservato. Questo è un dinosauro molto primitivo e, probabilmente, è il dinosauro più antico di tutti. Ciò si può dedurre da alcune caratteristiche, come la mancanza di un'articolazione a scorrimento nella mandibola (che permette di mordere prede più grandi) e la scarsità di denti curvi e seghettati nella sua bocca, che invece sono molto comuni nei carnivori successivi. Era bipede e digitigrado (appoggiava al suolo solo le falangi), le zampe anteriori erano lunghe la metà di quelle posteriori ed avevano cinque dita, di cui tre erano più lunghe delle altre ed avevano lunghi artigli, probabilmente servivano per afferrare e trattenere la preda. Le altre due, invece, erano troppo piccole per una qualsiasi funzione predatoria. L'Eoraptor si nutriva, probabilmente, di lucertole e insetti, ma vista la presenza di denti da erbivoro nella sua bocca, potrebbe essere onnivoro, o dalla dieta molto varia. Era un veloce corridore, che, dopo aver catturato le sue prede, ne faceva bocconi tramite i denti e gli artigli. I suoi fossili sono stati scoperti nel 1993 dal paleontologo Paul Sereno nella Formazione Ischigualasto in Argentina, dove sono stati ritrovati altri fossili di dinosauri molto antichi, come l'Herrerasaurus o il Pisanosaurus. Attualmente l'Eoraptor è classificato tra i saurischi e, viste le caratteristiche della bocca, contenente denti da carnivoro e da erbivoro, e degli arti, viene considerato ancora più antico degli herrerasauridi e, addirittura, un antenato dei prosauropodi (che poi diedero origine ai dinosauri come il Brachiosaurus). 

Allora, cosa ne pensate di questo straordinario dinosauro? Fatemelo sapere nei commenti! Al prossimo dinosauro!

Fonte:Wikipedia
Ricostruzione di Eoraptor lunensis

Scheletro di Eoraptor montato

giovedì 7 maggio 2020

Herrerasaurus Ischigualastensis, un antichissimo dinosauro

Salve, ragazzi. Oggi parliamo dell'Herrerasaurus Ischigualastensis, uno tra i primi dinosauri apparsi sul nostro pianeta. La sua classificazione è stata a lungo un problema (ne ho parlato meglio in questo articolo), ma adesso è classificato tra gli Herrerasauridi, una famiglia di teropodi molto primitivi, che rappresentano i primi teropodi tra i dinosauri (ne parlo meglio in questo articolo). L'Herrarasaurus era lungo dai tre ai quattro metri ed era alto circa un metro e mezzo. Nonostante le sue dimensioni considerevoli non era un grande predatore, poiché la facevano ancora da padroni i grandi arcosauri primitivi come il Proterochampsa. Questo animale, però, riuscì a sopravvivere grazie alla sua bipedalità, trasmettendola ai suoi discendenti dinosauri, che conquistarono ogni angolo del globo, fino all'Antartide. L'Herrerasaurus Ischigualastensis era snello e robusto, dal collo abbastanza allungato e con delle zampe posteriori molto potenti. Le zampe anteriori avevano 5 dita e servivano per afferrare la preda, che poi veniva ulteriormente ferita dai denti affilati e lunghi. Questo dinosauro cacciava i rincosauri, degli strani rettili primitivi dotati di becco.
Sono arrivati a noi solo alcuni scheletri parziali di Herrerasaurus, provenienti dalla Formazione Ischigualasto, risalenti al Triassico superiore. Qui sono stati ritrovati anche i resti di altri dinosauri antichissimi l'Eoraptor (probabilmente il primo dinosauro mai apparso) e il Pisanosauro (l'ortinischio più antico mai ritrovato). All'Herrerasaurus sono ascritti anche i generi Ischisaurus e Frenguellisaurus, un tempo considerati generi a parte.


Allora, cosa ne pensate di questo straordinario dinosauro? Fatemelo sapere nei commenti! Al prossimo dinosauro!

Fonte: Wikipedia
Scheletro montato di Herrerasaurus

Herrerasaurus in confronto a un uomo

Ricostruzione di Herrerasaurus

lunedì 4 maggio 2020

I Saurischi: Gli Herrerasauridi

Ciao, ragazzi. Scusate se per molto tempo non mi sono fatto sentire, ma sono stato sommerso dai compiti scolastici e dagli impegni in generale e non sono riuscito a scrivere. In ogni caso, visto che abbiamo terminato l'Italia, oggi inizieremo a vedere le varie categorie di dinosauri, iniziando dai Saurischi. Oggi paliamo degli Herrerasauridi, tra i più antichi dinosauri mai rinvenuti. Essi, infatti apparvero circa 228 milioni di anni fa e si estinsero alla fine del Triassico, circa 200 milioni di anni fa. Erano piccoli carnivori bipedi simili ad altri dinosauri, ma con alcune caratteristiche così primitive che inizialmente non erano stati classificati come teropodi. I fossili meglio conservati sono stati rinvenuti in Sudamerica, ma solo nel 1988, quando fu ritrovato uno scheletro quasi completo di Herrerasaurus nella formazione Ischigualasto, si potè capire di più su di loro. Gli Herrerasauridi sembrano essere antenati di tutti i dinosauri saurischi, o forse di tutti i dinosauri, ma osservandoli meglio si è capito che non potevano essere dei loro diretti predecessori. Ciò è intuibile da alcune loro caratteristiche, come l'acetabolo (spazio del bacino dove si aggancia il femore) aperto solo parzialmente, al contrario di tutti gli altri dinosauri. La stessa cosa vale per le sue vertebre sacrali, che erano solo due, il numero più basso tra tutti i dinosauri. Mentre il pube è ruotato posteriormente ed è simile a quello dei tetanuri. Anche le sue zampe anteriori sono primitive, poiché hanno 5 dita, ma solo 3 sono utili per afferrare la preda.
Alla famiglia degli Herrerasauridi appartengono:

  • l'Herrerasaurus
  • lo Staurikosaurus
  • il Chindesaurus
  • il Sanjuansaurus

Allora, che ne pensate? Scrivetelo nei commenti!Noi ci vediamo al prossimo dinosauro!
Fonte:Wikipedia
Ricostruzione di Herrerasaurus
Relazioni filogenetiche tra i generi certi di Herrerasauridae

Ricostruzione dello scheletro del Sanjuansaurs gordilloi

mercoledì 15 aprile 2020

Altre creature dell'Italia del Mesozoico

Salve, ragazzi. Oggi non parleremo di dinosauri, ma delle altre creature che si aggiravano per l'Italia insieme a loro.

Lariosauro
Sono stati ritrovati numerosi esemplari di Lariosauro, provenienti soprattutto dal Nord Italia. Esso era un notosauro (rettile marino) lungo tra i 60 e i 130 centimetri, il che lo rende il più piccolo notosauro conosciuto. Il suo collo e le sue zampe erano relativamente piccole, mentre l'omero era molto arcuato e massiccio e l'ulna allargata e piatta, perciò si suppone che le zampe anteriori si siano trasformate in pinne, mentre quelle posteriori no. Il cranio era appiattito e i lunghi denti affilati si intersecavano tra loro. Costole, vertebre e clavicola presentano alcune parti inspessite e le costole ventrali sono compresse tra loro in modo da formare un'armatura protettiva, il primo esemplare è stato ritrovato nel 1830 a Perledo, sul Lago di Como, anche conosciuto come Lario. I reperti furono studiati da Giuseppe Balsamo Crivelli, ma solo nel 1847 gli fu dato il nome di Lariosaurus balsami. Esso era un predatore acquatico che si muoveva grazie alle potenti pinne anteriori e con la lunga coda e che intrappolava piccoli pesci e cefalopodi con i lunghi denti aneriori. Molti lo associano con il presunto "mostro del lago di Como"


Neptunidraco ammoniticus
E' il più antico metriorinchide conosciuto. Di lui si hanno due crani parziali, di cui uno con mandibola, e alcune vertebre. Il suo nome vuol dire "drago di Nettuno", mentre ammoniticus, fa riferimento allo strato roccioso di roccia ammonitica in cui fu ritrovato. Aveva un muso allungato con denti grandi e aguzzi, larghe ossa sopra la fronte che formavano una specie di visiera sulla sua testa. Si suppone che la sua testa fosse grande 80 cm e che l'intero corpo fosse lungo 4 metri, e che avesse 4 arti simili a pagaie. Era differenziato dagli altri metriorinchidi dal margine caudolaterale dell'osso prefrontale, che era concavo, al contrario degli altri membri della stessa famiglia  e dalla regione intraorbitale più stretta del normale.


Besanosaurus leptorhynchus
E' una specie di ittiosauro vissuta nel Triassico che viveva dove oggi si trova Besano, in Italia. Il suo nome vuol dire "lucertola di Besano dal becco sottile". Era lungo circa 6 metri e il suo aspetto potrebbe ricordare quello di un delfino. Il cranio era piuttosto piccolo e presentava un rostro di forma allungata e sottile. I denti erano piccoli e di forma conica. Gli arti erano simili a pagaie e le sue "mani" e "piedi" avevano 4 dita. La sua coda era lunga e sottile e probabilmente non aveva pinne caudali. L'animale dovrebbe pesare circa una tonnellata. Il suo fossile è stato ritrovato nel 1993 dai volontari del gruppo paleontologico di Besano, completamente immerso nella roccia.
Il Besanosauro viveva sulle coste della Tetide, nutrendosi di prede medio-piccole come molluschi cefalopodi. Si pensa che fosse ovoviviparo.


Allora che ne pensate? Fatemelo sapere nei commenti, noi ci vediamo al prossimo dinosauro!

martedì 14 aprile 2020

Luoghi comuni falsi sui dinosauri

Salve, ragazzi. Spero abbiate trascorso una Buona Pasqua! Ieri, su Italia 1 è stato trasmesso Jurassic Park, uno dei primi film che io abbia mai visto, nonché il mio film preferito in assoluto. Questo blockbuster, con le sue tecniche rivoluzionarie, ha cambiato per sempre il modo con cui la gente comune vedeva i dinosauri: prima considerati grandi, lenti e stupidi, oggi considerati agili, spietati e mortali carnivori, ma anche placidi e calmi, ma anche relativamente intelligenti, erbivori. I dinosauri di questo film, però,  hanno installato nella testa delle persone concetti all'epoca ritenuti giusti, ma che oggi sono stati smentiti, oppure completamente inventati. Eccone alcuni

1)I dinosauri ruggivano
Nonostante quanto si vede nei film, probabilmente, i dinosauri non ruggivano come leoni, ma emettevano versi simili a quelli degli uccelli, ma molto più profondi mischiati a quelli di un coccodrillo. Ma voi vi immaginate un Tirannosauro cinguettare? Vi allego qui ricostruzioni dei versi di T-Rex e Brachiosauro e il link di una playlist con varie ricostruzioni.
 Playlist



2)I dinosauri erano coperti di squame
Probabilmente i dinosauri, soprattutto i carnivori, erano coperti di piume, almeno durante i primi stadi della loro vita, poiché i loro parenti più prossimi sono gli uccelli. Ecco il vero aspetto di un T-Rex, di un Velociraptor e di un Triceratops




3)Il T-Rex non può vederti se non ti muovi
In realtà il Tyrannosaurus rex ci vedeva benissimo: aveva una visione binoculare, come quella dei moderni predatori, per osservare le proprie prede a lunga distanza



4)Il Velociraptor era alto la metà di un uomo ed era capace di aprire le porte
Nonostante la sua grande intelligenza, ovviamente il temuto Raptor non potrebbe aprire le porte, poiché non le ha mai viste, e quindi non può capirne il funzionamento, anche se potrebbe capirlo per tentativi ed errori (riuscendoci casualmente, senza un ragionamento). Inoltre esso era molto più piccolo di come mostrato nei film: era alto poco più di un terzo di un uomo (60- 80 cm)


5)Il Brachiosauro poteva stare in piedi sulle sole zampe posteriori e starnutire
No, il gigantesco Brachiosauro non poteva restare in piedi su 2 zampe per raggiungere le foglie più alte come in Jurassic Park, poichè si sarebbe ribaltato a causa del suo stesso peso (pesava 50 tonnellate) e se avesse provato a starnutire, a causa del suo lunghissimo collo, la pressione dello starnuto gli avrebbe letteralmente fatto esplodere la testa.

6)Tante bufale sul ritrovamento dei fossili
All'inizio del film, un gruppo di paleontologi scopre un fossile di Velociraptor, ma ci sono diverse incongruenze, prima di tutto il fossile è di un Deinonico, non di un Raptor, perchè il ritrovamento avviene in Montana, mentre il Velociraptor viveva nel deserto del Gobi, in Mongolia. E'inoltre improbabile che un fossile si sia conservato così perfettamente dopo milioni di anni. Per ultimo i paleontologi non dovrebbero usare pennellini e scalpelli con così tanta forza perchè così facendo rischiano di danneggiare il fossile.

7)Il Dilofosauro sputava veleno
Ricordate la scena in cui il Dilophosaurus sputava veleno mentre agitava la pelle del collo? Probabilmente non sarebbe mai potuto succedere: non solo il Dilofosauro era già molto pericoloso, ma quasi sicuramente i dinosauri non potevano sputare veleno in quel modo, anche se il Tirannosauro poteva infettare la ferita della vittima con i batteri contenuti nella sua bocca, perciò la preda moriva anche se scampava al suo morso dalla potenza spaventosa (64 000 Newton, ovvero 6 tonnellate e mezzo di forza)


8)Gli escrementi di dinosauro sono enormi
Visto che le feci di dinosauro si sono fossilizzate possiamo dire che quella enorme montagna di escrementi che si vede nel film è semplicemente inaccurata.
Feci di dinosauro nel film

Vere feci di dinosauro

9)Il T-Rex correva a 50 km/h
Dalla sua struttura ossea si può capire che il T-Rex poteva raggiungere una velocità tra i 16 e i 24 km/h. Tutto ciò ha senso, visto che probabilmente egli tendeva mortali agguati alle sue prede, invece di corrergli dietro.

Allora, conoscevate tutte queste curiosità? Fatemelo sapere nei commenti, noi ci vediamo al prossimo dinosauro!

Fonte:Amino

giovedì 9 aprile 2020

Orme di dinosauri in Italia.

Salve ragazzi, oggi non parleremo di un dinosauro nello specifico, ma dei tanti ritrovamenti di orme preistoriche in giro per l'Italia

Lerici
Qui nel 1987 il dodicenne Iliario Sirigu ritrovò delle orme di dinosauro risalenti a 220 milioni di anni fa. La loro scoperta portò anni dopo alla costruzione del Museo geopaleontologico di Lerici.

Dolomiti
Vittorino Cazzetta scoprì qualche decennio fa, che su un masso franato vi erano orme di almeno 3 dinosauri risalenti a 215 milioni di anni fa. All'epoca le scogliere coralline che poi diventeranno le Dolomiti erano sommerse ed il territorio era occupato da una pianura che in seguito fu sommersa dal mare.


Dolomiti Friulane
Alcune orme di dinosauri teropodi furono rinvenute qui da una scolaresca in visita d'istruzione il 30 settembre 1994. Le orme, impresse su un masso di Dolomia Principale, risalgono a più di 200 milioni di anni fa. Le più visitate sono quelle di Casera Casavento




Lavini di Marco
Sono una distesa di blocchi di roccia calcarea dovuti a delle frane. Qui il geologo Luciano Chemini nel 1990 scopre delle orme disposte simmetricamente. In totale si hanno 100 impronte risalenti a 200 milioni di anni fa. In questo periodo il Trentino era una distesa d'acqua punteggiata da isolette e spiagge, dove vivevano dinosauri erbivori e carnivori. Le impronte si sono conservate grazie all'azione di alghe microscopiche che si posavano sulle loro orme. Le impronte appartengono a dinosauri Ornitischi Bipedi, a dei piccoli carnivoridi, mentre appartengono a dei Teropodi Carnosauri

Mattinata
Qui nel 2000 sono state ritrovate 13 impronte di dinosauri impresse sul calcare databili a circa 130 milioni di anni fa attualmente ospitate al locale Museo Civico e Archeologico.

San Marco in Lamis/Borgo Celano
Qui, in una cava, nel 2000 fu segnalata la presenza di orme risalenti a 133 milioni di anni fa. Fu avvertita la Soprintendenza, ma i lavori alla cava avevano già smantellato la superficie con le impronte. Fortunatamente molte di loro si salvarono ed oggi sono esposte nel centro visite.

Cansiglio
Qui nel 1994 fu trovata una grande impronta tridattile da un geologo su un blocco proveniente da una cava risalente al Cretaceo. Un altra orma, risalente al Triassico è stata trovata proprio l'anno scorso da un pensionato, di nome Giuseppe Minatelli, nei pressi di Busa Figariol.

Esperia
Qui si trovano 40 impronte risalenti a 120-140 milioni di anni fa. Ve ne sono di circolari e di tridattili. Sono state impresse dai dinosauri nel fango della zona. Sono state scoperte da Maria Grazia Lobba e Sergio Nozzoli durante una spedizione speleologica.

Sezze
Queste 200 impronte risalgono a circa 95 milioni di anni fa e appartengono a sauropodi e carnivori di media taglia. Sono state scoperte nel 2003 a seguito di una ricerca specifica sui Monti Lepini. Sono state impresse nel fango da poco emerso dalle acque

Altamura
Qui sono state scoperte circa 200 orme risalenti a circa 70 milioni di anni fa di almeno 5 specie diverse, appartenenti sia a carnivori che a erbivori. La Puglia era all'epoca una distesa fangosa dal clima tropicale. Dalle impronte si può capire l'andatura, il peso, l'apparato motorio, lo scheletro, il comportamento, la postura e le preferenze ambientali dei dinosauri che le hanno lasciate. Le orme variano di dimensioni da 5-10 cm fino a 40 cm e si può supporre che alcune appartenessero a dinosauri di più di 10 metri.Il loro straordinario stato di conservazione è dovuto al terreno paludoso e fangoso coperto da un tappeto di alghe che hanno consentito la cementificazione. Gli animali si stavano muovendo normalmente, probabilmente si spostavano da un pascolo all'altro.

Allora, cosa ne pensate di tutti questi ritrovamenti? Mi raccomando lasciate un commento! Al prossimo dinosauro!

Fonti: 










martedì 7 aprile 2020

Tito, il gigante buono romano

Salve ragazzi, oggi parliamo di Tito, un sauropode nano italiano, che non ha un nome scientifico, appartenente al genere dei Titanosauri. Le sue ossa sono state ritrovate sui Monti Prenestini, a 50km da Roma e risalgono a 112 milioni di anni fa.

Tito è il primo ed unico sauropode mai scoperto in Italia ed il più antico sauropode dell'Europa meridionale. Era lungo circa 6 metri e pesava circa 700 chili e, nonostante fosse ancora giovane, da adulto non sarebbe stato molto più grande. Probabilmente morì su una spiaggia e la sua carcassa fu portata via dal mare.

Tito è così piccolo, per essere un sauropode, perchè, probabilmente è vissuto in ambienti più piccoli di un normale continente (forse un'isola grande all'incirca come la Sardegna), ma proprio la sua presenza potrebbe indicare la presenza di una specie di "ponte" tra Africa ed Europa, rappresentato dal territorio italiano, che avrebbe portato alcune grandi specie, che poi si sarebbero adattate all'ambiente poco esteso e punteggiato da isole che corrispondeva all'Italia.

La storia del ritrovamento del fossile è alquanto rocambolesca, un uomo di nome Antonio Bangrazi, mentre costruiva un muretto a secco, si è accorto che alcune pietre sembravano contenere ossa fossili e nel 2012 furono fotografate da un amico di Antonio, Gustavo Pierangelini, che le inviò al paleontologo Cristiano del Sasso. Egli comunicò la scoperta alla Soprintendenza del Lazio e dell'Etruria Meridionale, i cui funzionari portarono alla luce il fossile e autorizzarono le indagini che portarono all'identificazione dei resti come appartenenti a una specie di Titanosauro mai vista prima.


Allora, cosa ne pensate di questo straordinario dinosauro? Fatemelo sapere nei commenti! Al prossimo dinosauro!

Fonti: Oggiscienza
          Comune di Rocca di Cave